PRIMAVERA AD AQUARELLO AL CAFFE' degli ARTISTI. INAUGURATA LA MOSTRA DI COSETTA PALAZZONI CON UN
- GAETANO FIACCONI
- 10 apr 2017
- Tempo di lettura: 2 min
Sarà esposta, dalla settimana di Pasqua, una selezione di oltre dieci acquarelli di Cosetta Palazzoni, nudi e volti che restituiscono una copiosa e rinnovata attività della pittrice pievese allieva di Antonio Marroni.
Esposte al Caffè degli Artisti di Città della Pieve, le "preziose carte" - come erano state definite dalla giuria della "Estemporanea Via dei Priori" a Perugia - raccontano un dialogo tra forma e colore che restituisce all'osservatore un "piccolo viaggio" nella quotidianità.
Infatti le figure ritratte invitano chi osserva ad entrare nella cornice, farsi parte del colore e delle macchie e ascoltare le loro storie.
Nulla è affidato al caso, l'acquerello non lo permette, così ogni macchia è un tassello di storia, e nel dialogo fra chi osserva e la carta ci sarà il trasporto verso un mondo pieno di bellezza.
"L'arte è una tregua spirituale e immateriale dalle difficoltà della vita", scrive Fernando Botero, lo è altrettanto stabilire un dialogo con le opere di Cosetta che, nella matrice graffiata che le caratterizza, avviluppano l'occhio e lo portano lontano.
Un cammino verso le suggestioni crude della laguna dove è nata, passando per fisionomie dolcissime che ricordano quelle delle sue figlie e lontano, ma non sopito, sembra affiorare anche l'archetipo poetico delle sue nonne.
Un prototipo universale che già Antonio Marroni aveva intravisto, ed aveva stimolato Cosetta a portarlo alla luce; una luce finissima che dentro le trasparenze dell'acquerello: brilla.
Brillanti, vivi, maturi e di grande impatto nel segno e nella forma, alternano una pennellata calligrafica alla macchia: ricca, gocciolante e spontanea. Macchia che costruisce e definisce, rendendo pieni i corpi, lasciando che le luci siano protagoniste e senza che la carta perda il suo ruolo di protagonista.
Che sia un nuovo inizio, che passi per i vostri occhi curiosi, che il dialogo costruisca.
