top of page
Cerca

UN “VASCELLO COSMICO” PERCORRE IL DUOMO - L’opera di un artista contemporaneo ci interroga sull’at

  • VANIA BARTOCCIONI
  • 18 apr 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

Che Giustizia sarebbe, senza la Misericordia? Non si spaventino i lettori: non vi state impelagando in un saggio di interpretazione della Bibbia, ma in una breve, personalissima nota circa un elemento di sorpresa che arricchisce l’anno del Giubileo a Città della Pieve. Entrando in Duomo dalla porta della Misericordia, che ha quali dioscuri due grandi piante d’olivo, tutto rassicura, la luce rosata e d’oro è come un alito materno, mentre gli occhi si posano su una bellezza di forme e di toni che rappresentano, cercano e suscitano armonia e pacificazione. Ma ecco che, quando lo sguardo raggiunge l’altare, qualcosa distoglie l’attenzione: colore che esplode, come fuoco acceso, fa virare d’improvviso l’occhio e ti sveglia dal torpore, dalla comodità di conoscere e riconoscere ogni cosa là dentro, ogni dettaglio del tuo percorso. E’ un grande dipinto di Federico Ceccantini, un ospite, imponente e forte, e il suo racconto si pone come necessario, opportuno nella sua attualità: porta un bisogno estremo e infinito di Misericordia e di Unità e una domanda di Speranza oltre ogni tempo. Il cuore della narrazione è un fluire d’acqua, come un fiume che scorre perenne; al centro del quadro c’è un uomo che a quella fonte di vita avvicina le labbra e raccoglie acqua e vita con le mani… Il fiume attraversa un mare di volti, che da indistinti e anonimi si fanno più chiari, più “umani”. E se, da lontano, l’opera ci assale come uno scoppio, come un grido… quando gli arriviamo addosso e lo leggiamo da vicino, riconosciamo il cammino incessante, la fatica, il vuoto, l’assenza, la sete di Umanità, di quel volto umano che ha incarnato Dio: misericordioso perché giusto e giusto perché misericordioso. Una contraddizione? Forse. Ma potrebbe essere invece la risposta alle contraddizioni che nella vita sono la malta di ogni nostro “edificio”. Godiamoci questa “riflessione a colori” sul Giubileo, un grido che chiede sollievo dalla sofferenza, un urlo che non può fare a meno di esserci, perché l’Uomo ha - oggi, subito - bisogno del cuore dell’Uomo che conosce Dio.

Solo girando attorno all’opera ne scopriamo il titolo: “Vascello cosmico - La Luce incontra la storia dell’Uomo”. Una breve didascalia, che non vuole disturbare l’impressione personale di ciascuno, offre una traccia possibile, “per aprire un dialogo sull’attualità storica del Giubileo”: “L’Uomo nella sua storia non è alla deriva ma sempre davanti al momento quando potrà accadere il prodigio”.


 
 
 

Caro lettore,

se l'articolo che stai continuando a leggere è di tuo gradimento, se il nostro pensiero incontra il tuo, oppure se lo ritieni offensivo nei confronti di qualcuno, se le informazioni che riportiamo sono errate o pensi possano contraffare la realtà, contattaci.

Il Moggio è una testata registrata in tribunale, tutto quello che esce con il nostro nome è riconducibile agli autori o in mancanza di essi al Direttore.

I giornalisti o i collaboratori sono pienamente responsabili di ciò che pubblicano.

 

Contattaci, comunque, il tuo pensiero è per noi la possibilità di andare avanti.

Grazie

 

Also Featured In

    Like what you read? Donate now and help me provide fresh news and analysis for my readers   

Dona con PayPal

© 2023 by "This Just In". Proudly created with Wix.com

bottom of page